Nella gara di ritorno di Europa League i giallorossi s'impongono nettamente nei confronti dei portoghesi per 3 a 1. Ottima la gestione del turn over da parte di Fonseca che, con il reparto difensivo totalmente raso a zero, adatta Karsdorp e Cristante nella difesa a tre, guidata da un reattivo Mancini. Decidono i gol di Dzeko (poi uscito per infortunio), Ciàrles Perez e Borja Mayoral. Un legno a testa per El Sciaraui e Pedro. Pellegrini sbaglia un rigore. Cristante fa autogol (praticamente inutile ai finidella qualificazione). Si va agli ottavi di finale con la pippa in bocca!
Italia (4-3-3): Sirigu (31′ st Meret); Di Lorenzo, Bonucci (24′ st Izzo), Romagnoli, Biraghi; Tonali, Jorginho, Barella (1′ st Orsolini); Zaniolo, Immobile, Chiesa. All.: Mancini.
Armenia (5-4-1): Hayrapetyan; Hambardzumyan, Haroyan, Calisir, Ishkhanyan (24′ st Sarkisov), K. Hovhannisyan; Babayan, A. Grigoryan (15′ st Simonyan), Yedigaryan (37′ st Avetysian), Barseghyan; Karapetyan. All.: Khashmanyan.
Arbitro: Lopes Martins (Portogallo).
Reti: nel pt 8′ e 33′ Immobile, 9′ Zaniolo, 29′ Barella; nel st 19′ Zaniolo, 28′ Romagnoli, 30′ Jorginho (rigore), 32′ Orsolini 34′ Babayan, 36′ Chiesa
La Nazionale festeggia dando l'arrivederci all'Europeo
9 a 1 più due pali!!! E chi l'ha mai visti co la Nazionale? Na specie de trionfo sopr'ar Campidojo. Mancini co l'alloro in testa e la corazza de Ottaviano Augusto, Evani co quer ciuffo ribbelle al vento e li bernardoni che pare er poeta pazzo, Oriali ride e fà de sì cor capoccione, quasi sembra uno dei Pooh. Gravina nun trova altre parole "Bravi tutti! Puro li lustrascarpini". Raisport manda la telecronaca in esametri. Se pensiamo che un anno fa stavamo quasi pe scajià contro l'Arabia Saudita, inzomma è calcio sciampagna!
Zaniolo e Immobile si abbracciano. In una foto le due sponde del Tevere
"Ah...sta pòra Armegna, si c'era Michitària" diranno i romanisti. Forse pure pure però io stasera ho visto Zaniolo caricato a pallettoni. Da quando Capello j'ha detto che n'è bbono, cià tirato fora lo stravedo. Dribblinghe, rabbone, avversari lasciati sul posto, assiste e ddu svejie che 'ssèe ricordeno fino 'n Caucaso. Pe stasera pò bbastà..s'aribbeccamo all'Europeo!
Ovazioni dal pubblico di Palermo per Mancini. Il CT ha inanellato record su record in un girone chiuso con tutte vittorie. Adesso verrà il difficile ma almeno il piglio della Nazionale è sembrato quello giusto.
Torino - Allianz Stadium - martedi 11 Giugno 2019 ore 20.45
Qualificazioni Euro 2020 - Gruppo J - gara 4 ITALIA - BOSNIA 2 - 1 ITALIA: Sirigu; Mancini (21' st De Sciglio), Bonucci, Chiellini, Emerson; Barella, Jorginho, Verratti; Bernardeschi (35' st Belotti), Quagliarella (1' st Chiesa), Insigne. A disp.: Cragno, Gollini, Romagnoli, Florenzi, Pellegrini, Sensi, Cristante. All.: Mancini
Arbitro: Estrada Fernandez (Spagna)
Marcatori: 32' Dzeko (B), 4' st Insigne (I), 41' st Verratti (I)
Dzeko contro Bonucci. Quando vuole, Edin, fa ancora la differenza.
Finalmente la Nazionale vince e convince contro un avversario vero e tecnicamente molto temibile. Lo fa segnando due bei gol dopo aver lottato a denti stretti e dopo aver rosicchiato metro su metroai bosniaci del fu Prosineschi (mamma mia come è diventato...). Del Mancini CT mi sta piacendo molto una caratteristica: la squadra non molla mai, anzi, stasera di fronte alla vigoria fisica di Dzeko & co. e dopo un primo tempo non proprio all'altezza, gli Azzurri hanno contrapposto il cuore la personalità e la voglia di vincere, determinanti proprio quando gli avversari, dopo un primo tempo giocato a ritmi esagerati, sono finiti per calare.
Cose belle: oltre al cuore due bei gol, la botta al volo di Insigne e quella di giustezza di Verratti che riabilita alla grande un primo tempo sonnecchioso. Ma soprattutto il senso di squadra espresso coi cambi attuati dal tecnico. Chi entra (De Sciglio e Gallo Belotti) si fa in quattro per la maglia, raddoppiando le chiusure. Quattro gare, dodici punti e primato nel girone di qualificazione. Era molto tempo che non mi spellavo le mani per la Nazionale.
Omonimie: Mancini (Roberto) riprende Mancini (Gianluca). Per l'atalantino non è stata una gara da ricordare.
Cose meno belle: rinunciare in partenza al vigore e alla personalità di Chiesa (Raisport ha detto che era stanco) mi è sembrato un azzardo. Entrato lui è cambiata la partita. Non mi è piaciuto Giorgigno (fisicamente a disagio nel primo tempo, in crescendo nel finale) mentre la solidità fisica di Quagliarella non ha supportato le buone intenzioni dello stesso centravanti contro avversari fisicamente dotati e supportati invece da piedi forse migliori dei nostri. Non mi è piaciuto Mancini Gianluca, in netto disagio contro un uomo squadra contro Dzeko. Non mi è piaciuto (per l'ennesima volta) Bernardeschi: ha comunque la scusante di non essere un centravanti e dopo l'uscita di Quagliarella si è trovato ad esserlo. Per fortuna i cambi hanno dato ragione a Mancini, bravo a rimettere in piedi una situazione che si era fatta pesante. Non mi è piaciuto, nel primo tempo, il pubblico di Torino, troppo timoroso di fronte a 5000 ultrà bosniaci letteralmente scatenati (sembrava di giocare a Sarajevo). Poi però, col crescendo Azzurro, è cresciuto anche il tifo che ha supportato alla grande i nostri verso la vittoria (suggestivo l'inno di Mameli cantato a squarciagola da tutto lo stadio durante l'ultimo minuto di gioco).
Romanisti in campo: Dzeko - non so ancora per quanto sarà romanista ma Edin sembra tutto tranne che finito.
Pjanic di tecnica in mezzo al centrocampo azzurro. Stasera però non sono bastati soltanto i piedi migliori.
Nota di colore (made in Zeman, ricordiamolo sempre): dopo il gol vittoria Verratti viene preso a collettoni da Insigne mentre beve.
L'ultima volta che la Nazionale ha vinto 6 a 0 avevo probabilmente i calzoni corti. Bravi i giovani, ottima l'intenzione di squadra che non tira i remi in barca dopo il raddoppio, Mancini si gode il trionfo in uno splendido Tardini come un imperatore di ritorno dal fronte. Onori anche per Evani e Oriali che muove il capoccione in segno di assenso ad ogni marcatura azzurra. Insomma, "tutto molto bello" come avrebbe esclamato il buon Bruno Pizzul. Non dimentichiamoci però che l'avversario si chiamava Lìcchestain, per dirla come Paola Ferrari durante la diretta Raisport, e che fargli sei gol in superiorità numerica, con tutto il rispetto per il minuscolo granducato, ancora una volta per i nostri rappresentava il minimo sindacale. Cinque glieli aveva rifilati, due anni fa, addirittura la Nazionale di Ventura. Il record si presentava, pertanto, obbligatoriamente migliorabile.
Cose buone: Praticamente tutto. A differenza di quanto visto contro la Finlandia, il centrocampo stavolta giganteggia. Segna Sensi (e, a sentire quel nome, per noi sono già ricordi belli), Verratti sembra Ardiles, Giorgigno passa sopra ogni cosa che gli si ponga davanti, Politano cerca il gol alla Shingo Tamai, Mosè Kean, ogni volta che scende, apre le acque, Quagliarella a 36 anni pare un Padreterno e perfino Pavoletti finisce nel registro marcatori all'esordio in azzurro. Poi ci sono i nuovi: Mancini, Spinazzola, la conferma di Romagnoli, Izzo ecc. ecc. In attesa delle sfide vere contro Grecia e Bosnia siamo primi in classifica. Piedi per terra e pedalare.
Romanisti in campo: Zaniolo, nella ripresa. Bene anche lui anche se liscia il gol per due volte. Soltanto sfortuna. Arriveranno momenti migliori.
Zaniolo all'attacco. Speriamo di vederlo titolare contro il Lichtenstein.
Il cammino azzurro verso Euro 2020 inizia abbastanza bene. Mi limito a scrivere "abbastanza"perchè il 2 a 0 rifilato a una squadra scarsa come la Finlandia mi suona come una sorta di minimo sindacale acquisito, peraltro, a un quarto d'ora dalla fine. Fino a quel momento, sicuramente tanta buona volontà, diluita nella solita lentezza di manovra e nella sterilità offensiva. Insomma, mi sono svegliato giusto sul gol (deviazione di un difensore avversario) di Barella, bravo comunque sotto l'aspetto della personalità. Dopo buona parte di un secondo tempo soporifero, l'azione insistita di Immobile e la freddezza di Kean il guerriero rimettono le cose a posto per Mancini, che finalmente può far sua la passerella davanti alle telecamere di Raisport retarguendo il centravanti della Lazio, apparsogli troppo nervoso. La partita a questo punto si sblocca e gli Azzurri, che nella ripresa davano l'impressione di essersi già accontentati, lasciando spazio ad amnesie di centrocampo e all'unico pericolo portato dai finnici, sfumato a causa dei piedoni poco sensibili del delicato Pukki, intonano l'Aida. Dopo il raddoppio dei nostri la Finlandia sbraga e Quagliarella entra a fare il mattatore di lungo corso. Miracolo del portiere e poi traversa. Peccato: l'anziano centravanti il gol l'avrebbe meritato. Vabbè...dopo quattro mesi gli ingranaggi vanno un pò oliati però la linea dei giovani mi piace. Sappiamo che è un lavoro lungo ma i margini di miglioramento potrebbero essere ampi e soddisfacenti.
Cose buone: Senza dubbio Kean, davvero molto bravo. Il ragazzo, 19enne all'esordio in Nazionale, prende una pista in velocità su ogni avversario facendo un figurone in confronto ad alcuni compagni un pò moscioni. Il buon Moisè svaria su ogni lato del fronte offensivo cercando sempre la profondità e mettendo in mostra serietà (purtroppo la scuola Juve si vede anche da questo) e determinazione da vendere. In più ci butta pure la freddezza e la serata perfetta è praticamente confezionata. A Raisport già ballano la samba: hanno trovato il sostituto istituzionale di Balotelli, è un ragazzo serio ed è pure bianconero. Meglio di così... Immobile: quando sente odor di Scandinavia (Bobbi Olsen escluso) non segna. Stasera però si intestardisce e da una sua azione insistita nasce il bell'assist che vale il raddoppio. Barella determinato: il ragazzo ringhia e soprattutto fa i fatti. Mi piacerebbe vederlo alla Roma ma co sti chiari de luna me sà che me dovrò mette l'anima in pace.
Cose meno buone: in mezzo c'è da lavorare ancora tanto. Verratti va a corrente alternata, Giorgigno ingrana poco e sbaglia spesso. Sulle fasce stasera ho visto Bernardeschi toppare diverse palle. I tempi del fraseggio sò lenti da morire e troppo spesso mancano verticalizzazioni e ultimi passaggi. Si procede per vie orizzontali pure con la Finlandia, manco si stesse giocando a rugby. Entrambi i laterali, Piccini e Biraghi non mi lasciano l'impressione di essere interpreti da grande palcoscenico ma quelli abbiamo e quelli tocca tenere. Magari miglioreranno.
Romanisti in campo: Zaniolo, gli ultimi cinque minuti. Tocca tre palle, le sbaglia tutte. Però lo giustifico: in sei mesi gli è cambiato il mondo e sappiamo che, spesso, l'emozione non ha voce. Avanti così, sperando che dietro a quel "per ora non penso al mercato" non si nasconda la consueta eccellente cessione estiva.
Nonostante l'andamento da roulette russa, la Nazionale esce da Skopjie e da questo miniciclo di Ottobre (Spagna e Macedonia) con 4 punti. Si poteva fare di più ma in fondo quanto raccolto tra difficoltà evidenti non è proprio malaccio. Certo, se consideriamo i due gol incassati dai macedoni nel giro di tre minuti e le occasioni fallite dai nostri avversari, è ovvio che il CT dovrà costruire un impianto simile alla Fabbrica di San Pietro.
Tuttavia qualche buona premessa c'è: cominciamo dalle note stonate 1) I tre gol subiti nelle due partite vengono tutti da errori individuali - contro la Spagna Buffon, oggi il flop dell'attesissimo Verratti e il solito passo falso di Bernardeschi, finora eterno giglio in fiore ma che non sboccia mai. Entrambi sono giovani e, in fatto di Nazionale, inesperti. Serve fiducia, pazienza e coraggio di rischiare. Magari se Ventura troverà la formula per far coesistere Verratti, comunque il futuro di questa squadra, e, al momento, De Rossi (che con l'Italia è un altro giocatore) il centrocampo sarà più solido. Per quanto riguarda Bernardeschi, dovrà crederci pure lui. Difesa: contro i macedoni molto scricchiolante e con un Romagnoli apparso in flessione rispetto alla Spagna. Anche qui vale il discorso già fatto: a mio parere l'ex giallorosso non è fenomenale ma per ora è una delle alternative giovani se si rompe qualcuno.
2) L'attacco: Immobile-Belotti è coppia scoperta e testata dal mister già ai tempi del Toro. I due funzionano molto bene e, non vorremmo sbilanciarci, di fronte ad alternative come il giustamente ripudiato Pellè, Zaza o altri gigantoni dai piedi storti, forse rappresentano il meglio attualmente in circolazione per l'italico football. Immobile segna ed emoziona, il Gallo ha grande personalità e fiuto per il gol. Speriamo si confermino. Al prossimo turno inevitabile scontrarsi con l'eterno tormentone Balotelli sì - Balotelli no. Per noi la coppia titolare, al momento è questa. Solida e senza grilli per la testa.
3) Gli altri: molto bene Parolo, altro serio professionista a cui l'Azzurro dona non poco. Occhio a Sansone, che può rivelarsi un'ottima pedina e, tra i senatori, sugli scudi Candreva, giocatore dal quale questa Italia non può prescindere. Male invece Bonaventura, giocatore che non ci dispiace e dal quale ci attendiamo un pronto riscatto.
Infine Ventura: la Nazionale ha ereditato il cuore di Conte e non è poco. Bisogna continuare su quella strada cercando di eliminare timori e provando a migliorare la tecnica di base. Noi siamo convinti che, in prospettiva, il serbatoio ci sia e che la rotta per i Mondiali di Russia, in questo girone, non sia impossibile. Serve coraggio, personalità e voglia di rischiare eludendo una volta per tutte certi stilemi. Ammesso che la FIGC si svegli e decida di investire sui giovani una volta per tutte