Il sito della Serie A almeno ci evita di creare l'infografica. In bocca al lupo Dzeko!.
Nel frattempo, Eta Beta Bradley, negli States diventa calciatore dell'anno...unbelievable
Vi ricordate del ragazzino Sanabria, il promettente paraguayano che non entrava mai in campo? Bene...l'estate scorsa è stato mandato allo Sporting Gijon (Spagna) e proprio ieri ha siglato il sesto sigillo stagionale. Interessante anche la statistica tra tiri effettuati e gol realizzati nella Liga fornita da LFP e Transfermarkt. Date un'occhiata....
Durante le pulizie dell'HD avvengono i ritrovamenti più incredibili. Colgo l'occasione per postare del materiale di repertorio nella rubrica "Somiglianze", iniziata (e mai portata avanti) sulla piattaforma che qualche anno fa ospitava il blogghino...
Parli del "Cina" e tornano alla mente le emozioni dei 18 anni. La Roma dei primi '90, aleggiante tra il baratro e le acque minerali della gestione Ciarrapico e una la chance di sopravvivenza chiamata Sensi-Mezzaroma. Quella Roma in Adidas, quella della "blu notte", quella del Principe, con i capelloni e la barba, quasi un profeta costretto a predicare in un panorama spesso avaro di piedi talentuosi. Parli del "Cina" e mi torna in mente Roma-Torino 5 a 3, l'apoteosi in una serie di delusioni calcistiche a cui non si riesce maledettamente a volere male perchè quelle squadre, nonostante fossero poco abbondanti di piedi, erano ricche di attributi e di uomini calcisticamente veri.
Parli del "Cina", un bergamasco a Roma ai tempi in cui furoreggiava Bossi, e ti vengono in mente le sgroppate, i contrasti, il sudore che dava ancora più valore a quella maglia. E assieme a lui GigioneGarzya e Piacentini, i cosiddetti portatori d'acqua, calciatori lontani dalla ribalta scudetto o dai fari della Nazionale, ma faticatori che nel loro essere "essenziali" ci hanno regalato emozioni indelebili.
Parli del "Cina" ed è subito Roma-Napoli 2-3, una partita incredibile culminata in un'altrettanta incredibile delusione. All'acuto di Renato Buso risponde Rizzitelli. Poi, nella ripresa, l'ennesimo sgarbo ai giallorossi portato da Di Canio, arrivato in riva al Golfo di Napoli per vestirsi ancora una volta di celeste. La partita è tosta: il Napoli di Nonno Lippi appare inscalfibile e sugli spalti si cerca conforto in qualche nocciolina da sgranocchiare per diluire la tensione.
Poi, quando sembra non ci sia più nulla da fare, un ultrà ciccione e barbuto si alza in piedi quasi come per gridare ai protagonisti in campo la sua personale soluzione al problema: "Tira Bonacì...tira...li mortacci tua". Sì...Bonacina...uno che segna un gol ogni due anni...è un urlo di totale disperazione.
Ma quella è una Roma di uomini veri e, qualche secondo dopo, è proprio il "Cina" a far partire un missile dalla trequarti che non lascia scampo a Taglialatela. L'Olimpico e il nostro settore impazzisce. E' avvenuto il miracolo. La gioia purtroppo dura poco e la Roma torna sotto dopo un quarto d'ora grazie al gol di Ciro Ferrara che fissa lo score sul 2 a 3 per i partenopei. Poi, nel finale, la rudezza dei nostri fieri portatori d'acqua: vi diamo la vittoria ma all'Olimpico non passeggiate. Piacentini e Bonacina vengono espulsi dall'arbitro Cardona e la Roma finisce in nove.
Noi 18enni malati di pallone già vediamo i nostri due eroi vestiti dell'Azzurro Nazionale e poi siamo certi che l'anno prossimo Ferrara sarà giallorosso. Non rimane che terminare quel triste pomeriggio come pubblico di Michele Plastino in "Gol di Notte", quando ancora non c'era Sky e i giocatori non erano ancora "calciattori". Altri uomini, altro calcio....
Roma - Slavia Praga...minuto 114' del secondo tempo supplementare...il diagonale di Vavra è in apparenza innoquo quanto, in realtà, insidioso. Cervone la battezza fuori ma la palla si infila placidamente in rete per l'incredulità dell'estremo romanista e la gioia incontenibile dei giocatori cechi. Sfuma in questa maniera, di fronte ad un Olimpico di colpo ammutolito, la qualificazione della Roma alla semifinale di Coppa Uefa 95/96. Insieme al passaggio del turno sfumano anche i sogni di gloria di tantissimi tifosi accorsi allo stadio a sostenere l'undici di Mazzone che quella sera la gloria se la stava guadagnando dopo aver clamorosamente ribaltato il 2 a 0 della gara di andata con una grandissima partita, forse tra le più commoventi di sempre.
Ma andiamo con ordine: 19 Marzo 1996, allo stadio Olimpico si gioca la partita di ritorno tra Roma e Slavia Praga, quarti di finale di Coppa Uefa. La squadra di Mazzone è chiamata a fare il miracolo per ribaltare la secca sconfitta rimediata quindici giorni prima tra i ghiacci di Boemia. L'atmosfera è elettrizzante con 65.000 supporters giallorossi accorsi ad incitare i propri beniamini con canti e scenografie. La partita si dimostra però subito complicata con lo Slavia asserragliato in difesa a difendere il doppio vantaggio e pronto a lanciare il contropiede sfruttando l'estro di Karel Poborsky (futuro laziale) e la velocità del longilineo Smicer. Frantisek Cipro, tecnico della squadra ceca, ha infatti preparato una gabbia per contenere la rapidità di Carboni e Moriero e le giocate del giovane Totti. Il risultato è che per tutto il primo tempo la Roma non crea profondità e il muro eretto dallo Slavia appare invalicabile. La Roma prova a sfondare per vie centrali ma Giannini e Di Biagio finiscono per non trovare alcun punto di riferimento. L'unico sussulto è dato proprio da una conclusione di Di Biagio con la sfera che prima rimpalla sulla gamba di Suchoparek e che poi si stampa sul palo con Stejskal battuto. A questo punto si sveglia anche lo Slavia che approfittando di una Roma sbilanciata in avanti, colpisce in contropiede prima con Smicer (erroraccio di Tarzan Annoni) e poi, in finale di tempo, col solito Poborsky. Cervone, attentissimo, riscatta con due belle parate le insicurezze mostrate quindici giorni prima.
Nell'intervallo il Sor Carletto cambia le carte in tavola togliendo un Fonseca evanescente per inserire un grintosissimo Cappioli, una furia nello strappare palloni preziosi agli avversari quanto sfortunato a vedersi negare il gol di testa da Penicka. La mossa si rivela comunque azzeccata perchè Cappioli porta velocità alla manovra dei giallorossi che cominciano così a sfaldare il fortino dei praghesi. Al 60' la svolta: Moriero porta in vantaggio la Roma con una bella conclusione dalla distanza. L'Olimpico ruggisce infondendo la carica agli uomini di Mazzone. La manovra dei giallorossi diventa più incalzante e Giannini sale in cattedra. Il raddoppio è nell'aria. Minuto 82': punizione battuta da Balbo dal vertice destro. La traiettoria è precisa proprio sulla testa di Giannini che si avvita e batte imparabilmente Stejskal per il 2 a 0. La scena è una tra le più belle di sempre: il Principe corre sotto la Sud e si toglie la maglia. Totti gli si avvinghia dietro e poi tutta la squadra, massaggiatori inclusi. Il risultato dell'andata è ribaltato. L'Olimpico è una bolgia infernale. Ma non basta. Nel corso dei tempi supplementari serve il colpo del ko che arriva al minuto 99' di una partita dalle emozioni intense. Break romanista, Totti prende palla a metà campo, millimetrico lancio in profondità di destro per Moriero che, in corsa, fa secco Stejskal sul palo più lontano. 3 a 0. L'apoteosi e giro di campo per il marcatore con tutto lo stadio in visibilio. La Roma è in semifinale.
A questo punto sembrerebbe fatta ma purtroppo c'è ancora spazio per il fulmine a ciel sereno. Mancano soltanto sei minuti alla fine quando Vavra lascia partire quel lento, maledetto diagonale che inganna Cervone spedendo la Roma e i suoi impagabili tifosi all'Inferno. Quell'insidiosa conclusione pone la parola fine all'avventura giallorossa di Carlo Mazzone e all'epopea di Capitan Giannini. Ma quella partita è rimasta indimenticabile per l'attaccamento alla maglia di tutti i protagonisti in campo e per il tifo incessante di una Curva Sud da brividi.
Tra avvistamenti, scoop e rumours più o meno reali, la Redazione di Romanisti vi augura un Sereno Natale e Buone Feste alla sua maniera. Con l'augurio di un 2016 migliore per i colori giallorossi.
Un 2 a 0 per scacciare questo brutto 2015. Possiamo sintetizzare così la gara della Roma vinta contro un Genoa rimaneggiato, una partita non sufficiente, ancora una volta zeppa di errori ma dalla quale escono fuori questi benedetti tre punti che mancavano ormai dal derby.
Naturalmente i problemi in corso rimangono tutti: il destino di Rudi Garcia, nonostante oggi abbia probabilmente schivato l'esonero, la mancanza di gioco, il caos mentale della squadra, l'ennesimo flop di Dzeko (lento, lentissimo più gol mangiato ed espulsione), lo sfilacciato rapporto coi tifosi, una società assente.
Ci piacerebbe ripartire da due cose: dalla gioia di Florenzi, uomo simbolo della giornata, autore di un gol fortunoso quanto cercato e da quell'abbraccio generale a Garcia (fischiato dal pubblico). Un abbraccio che sta lì quasi per cancellare brutture, errori, polemiche che abbiamo dovuto sorbirci da un mese a questa parte fino a tutto il primo tempo di oggi. Vorremmo ripartire dal raddoppio del giovane Sadik e da un progetto tecnico che non tenda a lasciare in disparte i giovani (vedi Ucan) anche quando i titolari sono con la lingua di fuori.
Ci piacerebbe però avere chiarezza anche dalla squadra, ancora una volta lentissima, dalla società nella gestione del problema allenatore, da Sabatini nella gestione del mercato (possibilmente con qualche rinforzo vero).
Il 2 a 0 contro il Genoa, forse una delle poche squadre, tra valore tecnico, squalifiche e infortunati, attualmente ad essere conciate peggio della Roma, serve a far capire che con impegno, serietà e umiltà si potrebbero davvero recuperare i punti fin qui perduti. La vittoria della Lazio a Milano contro l'Inter rilancia sorprendentemente anche la squadra di Garcia, ora a -4 dalla vetta. Per recuperare davvero il gap serve però quel qualcosa in più, già in possesso delle compagini che in classifica si trovano al momento sopra i giallorossi (il Napoli ha i gol di Higuain, la Fiorentina il bel gioco, la Juve la ferma determinazione).
Questo secondo noi è il primo problema da risolvere durante la pausa natalizia, imprescindibilmente da tutto e da tutti.
LA STAMPA
CORSPORT - ROMA CREDICI SEI A -4! Genoa battuto con Florenzi e il giovane Sadiq. Garcia salvo. Tutto riaperto. Ora serve il mercato. CORSPORT - SABATINI ESAGERA - Il ds senza freni e con dubbio gusto: "Ci saranno schizzi di sangue ma non di Garcia" IL MESSAGGERO - ROMA - GENOA 2-0: Florenzi e Sadiq due abbracci a Garcia. I giallorossi tornano al successo dopo 7 partite IL MESSAGGERO - DZEKO SI SCUSA SU INSTAGRAM PER L'ESPULSIONE - "Il mio comportamento non è stato buono. Non accadrà di nuovo" IL FILM DELLA PARTITA
Primo tempo bruttissimo. Tanti errori e tanta paura in campo. Rudiger, cmq, tra i migliori in difesa
La lentezza della squadra non aiuta un Salah ancora convalescente, qui contro Laxalt
Dopo 42 minuti di nulla, Florenzi sfrutta al meglio un rinvio difettoso della difesa genoana e batte di prima intenzione Perin
Pjanic contro l'ex giallorosso Tachtsidis. Ancora una volta la manovra della Roma ha dovuto fare a meno della fantasia del bosniaco, praticamente impalpabile.
Altra giornata da dimenticare per Edin Dzeko. Prima si divora l'ennesimo gol davanti alla linea di porta,poi si fa espellere per un doppio insulto all'arbitro Gervasoni.
Nell'ultima fase del match la Roma rimane in dieci uomini ma Sadik, sfrutta al meglio un bel suggerimento di Vaincqueur, e sigla il sospirato raddoppio.
La gioia di Umar Sadik. Il nigeriano, 18enne, è alla 3 presenza in Serie A.