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lunedì 12 luglio 2021

ITALIA - INGHILTERRA 1 - 1 dts poi 4 - 3 ai rigori

 


Londra - Wembley Stadium - domenica 11 Luglio 2021 ore 21.00 (ora italiana)
Campionati Europei - Finale
ITALIA - INGHILTERRA 1 - 1 dts poi 4 - 3 ai rigori
ITALIA: Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Emerson (13' sts Florenzi); Barella (9' st Cristante), Jorginho, Verratti (6' pts Locatelli); Chiesa (40' st Bernardeschi), Immobile (9' st Berardi), Insigne (1' pts Belotti). A disp.: Sirigu, Meret, Pessina, Acerbi, Bastoni, Toloi. All.: Mancini
INGHILTERRA: Pickford; Walker (14' sts Sancho), Stones, Maguire; Trippier (25' st Saka), Philips, Rice (29' st Henderson, 14' sts Rashford), Shaw; Mount (9' pts Grealish), Sterling; Kane. A disp.: Ramsdale, Johnstone, Ming, Coady, Calvert-Lewin, James, Bellingham. All.: Southgate

Arbitro: Kuipers (Ola)
Marcatori: 2' Shaw (In), 22' st Bonucci (It)

Rigori: Berardi (It) gol, Kane (In) gol, Belotti (It) parata, Maguire (In) gol, Bonucci (it) gol, Rashford (In) palo, Bernardeschi (It) gol, Sancho (In) parata, Jorginho (It) parata, Saka (In) parata




Italia-Inghilterra commento Caressa-Repice-Bizzotto


ITALIA CAMPIONE D'EUROPA!!! Un miracolo sportivo non previsto e, anche per questo, destinato a rimanere memorabile negli annali del calcio. La spocchiosa e antisportiva Inghilterra di Southgate è battuta proprio in casa, nel tempio calcistico dello Wembley Stadium. Siamo campioni ai calci di rigore, spauracchio tradizionale degli Azzurri, dopo aver rimontato con gol di Bonucci il vantaggio straprematuro degli inglesi arrivato per opera di Shaw dopo appena due minuti di gioco. Dagli 11 metri finali, fatale l'errore di Saka, che annulla quello altrettanto clamoroso di Giorgigno e consegna la coppa nelle mani degli Azzurri. 

DDR porta sulle spalle Spinazzola per il trionfo finale. Un'immagine a tinte giallorosse! 


Mancini leggendario, se consideriamo i disastri da cui era partita la Nazionale. Donnarumma monstre con ben tre rigori parati. E c'è pure un bel pò di AS ROMA tra le fila azzurre: Spinazzola, guerriero sfortunato ma rivelazione di questo Europeo. Cristante, in campo per buona parte della finale. Florenzi che oltre al bonsai può alzare un trofeo vero. DDR una gioia vederlo festeggiare tra lo staff del CT. Un gruppo tosto, senza primedonne e campioni, che ha meritato il trionfo continentale raggiungendo il successo partita dopo partita.

Cristante in contrasto su Phillips. Il centrale giallorosso ha giocato buona parte della ripresa fino al 120


Un successo che spero possa rappresentare la definitiva cura per il nostro calcio. C'è ancora tanto da lavorare nei nostri vivai (attaccanti cercasi/campioni cercasi) e rimango sempre convinto del fatto che i giovani bomber vadano fatti giocare con costanza anche in campionato. Un successo che spero, magari attirando anche importanti investitori stranieri, possa contribuire a spazzare via una certa mentalità che, purtroppo, ancora attanaglia la nostra Serie A conferendole competitività e trasparenza degne di questa grande vittoria internazionale. Non sarà facile ma se ci si mette impegno nulla è impossibile. Forza Azzurri.

Florenzi dopo il bonsai ha finalmente alzato un trofeo vero

   

Mancini portato in trionfo da Bonucci 

L'abbraccio e le lacrime tra il CT e Vialli 

I Gemelli del gol abbracciati dopo la vittoria. Una scena di forte intensità

Chiellini svetta su Kane

E' finita!!!! L'Italia è campione d'Europa dopo 53 anni!!!

Donnarumma para l'ultimo rigore battuto da Saka. Azzurri Campioni!!!!

Bonucci brucia Pickford e Kane. L'Italia pareggia!

Shaw segna per l'Inghilterra dopo 2 minuti di gioco, complice una svista di Di Lorenzo. Sembra il preludio a una goleada ma l'Italia dominerà il primo tempo e gran parte della ripresa.





L'arrivo a Fiumicino

La sfilata con il pullman a Via del Corso

Il Trionfo Azzurro a Roma

Sul pullman c'è anche il tennista Berrettini, sconfitto nella storica finale di Wimbledon, ed aggregato al gruppo azzurro in visita a Mattarella

It's coming Rome. La Coppa e il Colosseo. Il finale perfetto.




Nota di colore dal mondo Raisport: il melanzoso Alberto Rimedio non ha potuto urlare "campioni d'Europa" in quanto risultato positivo al Covid qualche giorno prima della finale di Wembley. Al suo posto il ritorno in pompa magna di Bizzotto che si aggiudica questo storico record sul filo di lana.  

mercoledì 4 maggio 2016

LA "MINESTRA" E' UN PIATTO CHE VA SERVITO FREDDO. LA RIVINCITA DI CLAUDIO RANIERI




Ci eravamo lasciati mentre Perrotta e Vucinic si prendevano a parolacce. Mentre Pazzini segnava una doppietta infrangendo il sogno dello scudetto più sentito, quello dei tre romani, che finiva invece tra le braccia di Giosè Murigno il portoghese che, sceso gonfio di boutade dai salotti di Chelsea fin sotto la Madunina di Milàn, continuava ad irriderti definendoti "vecchio". Ci eravamo lasciati tra i cuori grondanti di delusione e quel Genoa - Roma che sapeva un pò di autoaffondamento, di bandiera bianca. Ma tu sei rimasto sempre silenzioso, sofferente in silenzio, con il piglio, la classe e l'umilità che ti hanno sempre contraddistinto fin da quando regalasti una salvezza impossibile al Cagliari. 

Ti sei lasciato alle spalle la tua Testaccio, la tua Roma e sei andato proprio all'Inter con grande signorilità. Poi a riportare il Monaco tra i grandi del campionato francese. Hai vinto la Serie B e ti hanno preso i Greci. Ma anche loro non ti hanno capito. Così ecco Leicester, una compagine da salvare con l'astuzia di una vecchia volpe e un campionato che inizia alla grande. All'inizio sembra un gioco, ci speriamo tutti ma crederci è davvero dura. Sei primo e, in parte, tutto ricorda quell'annata romanista romantica e indimenticabile. Il ruvido Wes Morgan sembra Cassetti al derby, Vardy, l'ex operaio, diventa improvvisamente bomber e Mahrez assume le sembianze tottiane di un fuoriclasse incontenibile mentre Drinkwater non è più solamente un cognome da barzelletta con i piedi quadrati, come ne circolano tanti tra Championship e League Two.

Tutto è molto simile al 2009-2010 ma con la differenza che in Premier League non c'è Moratti, non c'è Damato e il Potere. E non c'è nemmeno il tuo "nemico" Murigno, esonerato da Abramovich perchè a momenti porta il Chelsea direttamente dal titolo alla Serie B. Allora il "non succede ma se succede" diventa prima realistico e poi sempre più reale. Noi continuiamo a seguirti perchè quello scudetto, sei anni fa, era tutto tuo e coniamo l'hashtag #quelminestrarodiranieri sperando di vederti, un giorno, servire quella maledetta minestra a qualcuno. Piano piano te le lasci tutte alle spalle fino a staccarle di sette, otto punti. La squadra è tosta e negli ultimi minuti sferra sempre la zampata impossibile e vincente, come fece Andreolli al Craven Cottage contro il Fulham o Riise contro la Juve a Torino.

E un bel giorno succede che il sogno diventa realtà e tutto il mondo, di colpo, scopre la grandezza calcistica e umana di Claudio Ranieri, testaccino e romanista, l'allenatore che ha fatto vincere la Premier League a una matricola. Il signore di stile che, come tutti i grandi, ha servito la sua minestra, fredda, anzi gelida, a tutti coloro che nel tempo l'hanno denigrato e spernacchiato. E che come tutti grandi non ha voluto rivincite su nessuno ma soltanto regalare gioia e divertimento. Da oggi, quello scudetto sfumato contro la Sampdoria è molto meno amaro. 

martedì 26 giugno 2012

INGHILTERRA - ITALIA 0 - 0 poi 2 - 4 d.c.r. - Tutto e il contrario di tutto…la sterile Italia di Prandelli riesce a battere, non solo l’Inghilterra, ma anche il “nemico” tradizionale: i calci di rigore



Tutto e il contrario di tutto…la sterile Italia di Prandelli riesce a battere, non solo l’Inghilterra, ma anche il “nemico” tradizionale: i calci di rigore. Roba da non credere! gli Azzurri approdano, contro ogni pronostico, alla Semifinale di Varsavia che, giovedì prossimo, ci vedrà opposti alla strafavorita Germania.

England v Italy - UEFA EURO 2012 Quarter Final

Sul terreno dell’Olimpico di Kiev, la Nazionale italiana ha prodotto un buon volume di gioco ma purtroppo ha evidenziato i problemi già venuti a galla nelle precedenti gare dell’europeo: una cronica fatica in fase di realizzazione.
Si parla di grande vittoria, addirittura di impresa paragonabile a quella che settanta e più anni fa fecero Meazza e compagni in quel di Highbury – Londra. Peccato che, però, ieri sera, in campo mancavano gli Inglesi. Chissà…sarà stata una mera conseguenza dell’operato di Capello ma, in vita mia, mai avrei pensato di vedere l’Inghilterra giocare con un catenaccio degno di un Cesarone Maldini ed esprimere una pochezza calcistica davvero disarmante. Se l’alternativa a Don Fabio è quel carneade di Roy Hodgson che spera di risolvere i problemi, ormai atavici, dei Maestri del calcio lasciando il povero Wayne Rooney in compagnia dell’inguardabile Carroll, gli inglesi stanno messi proprio maluccio. E quando il mio ricordo di pallonaro appassionato di Premiership corre dall’epico Stanley Matthews fino ai più recenti Gascoigne, Platt e Lineker, sinceramente, a vedere l’attuale condizione dell’Inghilterra, mi scende una lacrima di nostalgia.



Ma veniamo a noi: l’Italia ha cuore, questo l’abbiamo detto già dalla partita d’esordio contro la Spagna, la squadra è un pò cresciuta sul piano del gioco ma non segna neanche per sbaglio. Ieri sera è vero, siamo stati un pò sfortunati ma gli avversari, secondo me, erano addirittura meno propositivi dell’Irlanda e, in qualche modo, si sarebbe dovuto chiuderla prima…perchè spesso siamo anche noi, con i nostri errori sottorete, a volerla indirizzare verso la roulette russa dei rigori.
Sinceramente qualche dubbio su Cassano (per le note cause di salute giunto all’Europeo fuori forma lento e poco ispirato) e sul gossipparo Balotelli (continuamente osannato da Mamma Rai appena tocca palla ma, quando dovrebbe, spesso risulta poco preciso e reattivo), viene legittimo. Saranno dubbi impopolari ma personalmente credo che nell’arco di queste partite, nonostante i gol segnati all’Irlanda dai due attaccanti titolari, Di Natale e Giovinco o, perchè no, anche Borini, avrebbero meritato qualche minuto in più. In sintesi: nell’ordine, siamo molto lontani dagli attacchi della Spagna, del Portogallo e dei Tedeschi. Prandelli, almeno ieri sera, pur avendo avuto dalla sua la scusante dei cambi forzati e, di conseguenza, una squadra finita incerottata sotto la vigoria fisica degli avversari, finora, si è sempre incaponito sulle solite scelte.



Per fortuna non si parla di sole spine: l’Italia non ha molti piedi dorati ma, quando ce le mette, possiede palle d’acciaio come poche Nazionali al mondo: in primis la regalità di Andrea Pirlo (il cucchiaio fatto a Joe Hart in situazione di svantaggio durante la lotteria dei rigori ha lanciato gli azzurri e squagliato i Tre Leoni), la maestosità di Daniele De Rossi, sfortunatissimo nel cogliere il palo dopo due minuti ma monumentale in fase di interdizione, il cuore di Diamanti, giunto in Azzurro dopo una gavetta durata anni, il fiato di Balzaretti e la puntualità di Gigi Buffon. Un Buffon ancora una volta salvatore della patria sebbene ormai da giorni sia perennemente polemico col malcapitato Mazzocchi. Non ce ne voglia il Gigione Nazionale ma, gestendo un pò meglio le continue uscite a vuoto dopo Milan-Juve e la storia delle scommesse, avrebbe evitato le fastidiose stilettate della stampa. Però, come uomo di campo, Buffon il carisma ce l’ha e, in campo, fa sempre la differenza. Il carisma che alla fine potrebbe essere decisivo.



Per quanto concerne la mancanza di classe in fase realizzativa o comunque di attacco, sarò monotono e conservatore, ma a mio giudizio le cause sono da ricercarsi principalmente in una Serie A che inneggia ai giovani ma che continua, di fatto, ad affidarsi quasi ciecamente agli attaccanti stranieri accondiscendendo, sia nelle prime squadre sia, trend preoccupante, nelle squadre Primavera, ad una proliferazione di ragazzi sudamericani (e non solo) comprati a due lire e spesso rivenduti ai top club intascando milioni di euro. Altro dato preoccupante è quello dell’assenza di una Nazionale Under 20 che riesca almeno a raggiungere i mondiali di categoria. Tra le prime quattro squadre d’Europa, due (Spagna e Portogallo) hanno costruito le loro attuali fortune proprio sull’Under 20 e sulla precoce immissione dei giovani talenti nella Nazionale Maggiore. La Germania, dopo aver toccato e raschiato il fondo per buona parte degli anni ’90 e dello scorso decennio, ha deciso di ripartire proprio dall’Under 20 che ha consegnato al parruccatissimo Loew tanti talenti che hanno riportato la Nationalmannschaft a fasti che erano ormai considerati perduti nella notte dei tempi.
Perchè noi non facciamo altrettanto? Questa sarebbe la domanda da porre a Super Abete, Albertini e compagnia bella.



Probabilmente la musica cambierà quando la smetteremo di avere paura e di pavoneggiarci soltanto per acquisti megagalattici senza curarci di costruire una generazione di talenti. Con la paura addosso, nello sport, non si vince mai. Pirlo ce lo ha ricordato proprio ieri sera prendendosi gioco del tanto temuto dischetto, nostro tradizionale spauracchio.

Essere in semifinale è praticamente un miracolo…proviamoci fino in fondo