sabato 6 aprile 2019

ROMA - FIORENTINA 2 - 2


Roma - Stadio Olimpico - mercoledi 03 Aprile 2019 ore 21
Serie A - 30 Giornata
ROMA - FIORENTINA 2 - 2

ROMA: Mirante; Santon (68′ Karsdorp), Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Cristante, Nzonzi, Zaniolo (75′ Under); Kluivert (58′ Pellegrini), Dzeko, Perotti A disp.: Olsen, Fuzato, Marcano, De Rossi, Coric, Riccardi, Schick All.: Ranieri

FIORENTINA: Lafont; Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi; Benassi (62′ Chiesa), Veretout, Dabo; Muriel, Simeone (68′ Mirallas), Gerson A disp.: Terracciano, Brancolini, Vitor Hugo, Ceccherini, Laurini, Hancko, Norgaard, Montiel, Vlahovic All.: Pioli

Marcatori: 12′ Pezzella, 14′ Zaniolo, 52′ Gerson, 57′ Perotti
Arbitro: Davide Massa di Imperia


Il 7 a 1 di Coppa Italia non viene vendicato. Tra Roma e Fiorentina esce fuori un punticino inutile dopo una sfida tra difese di basso livello. A tre giorni dalla scoppola rimediata contro il Napoli, per quello che ci riguarda, forse si è notato qualcosa in più sotto l'aspetto della volontà. Per ben due volte si è riacciuffato il pareggio, ma resta evidente il fatto che questa Roma rimane piccola piccola. Infortunati a parte, perchè ormai è impossibile vedere in campo l'undici migliore, mi lascia molto perplesso il fatto di dovere attendere le mosse, anche tra le mura amiche, non tanto di una Juventus o di un Real Madrid, quanto quelle di una squadra, con tutto il rispetto, non trascendentale come la Fiorentina. Nota di colore: ci siamo tolti lo sfizio di mandare in gol pure Gerson. Non era cosa semplice ma quando la Roma ci si mette, sappiamo che ogni cosa può diventare possibile.


Singoli: Bravo Zaniolo, oggi fondamentale, oltre al gol, nel trasmettere un pò a tutti la sua grinta. Per il resto un primo tempo da dimenticare per tutto il pacchetto arretrato: male Santon, Piè Veloce Fazio (che disputerà invece un buon secondo tempo) e Jesus. Cristante gira a vuoto, Zonzo se non altro appare discreto. Perotti in lieve ripresa. Finalmente una buona gara per Kluivert (2 assist), mentre Dzeko rimane deludente. Con Bobbi Olsen messo in naftalina da mister Ranieri dopo le ultime quaglie, tra i pali riecco  Mirante. Incolpevole sui gol, fa il suo.

Pezzella sfuggito al controllo di Fazio,Kolarov e Perotti, porta in vantaggio i viola con un gran colpo di testa

Zaniolo pareggia i conti con un' altra pregevole girata aerea

Gerson torna all'Olimpico da protagonista e trova la rete del momentaneo 1 a 2 dei toscani

Mirante non può nulla ma il posizionamento della difesa sulla conclusione dell'ex giallorosso è molto discutibile

La Roma trova l'insperato 2 a 2 grazie a Perotti, autore di una bella conclusione propiziata da una falla difensiva della Fiorentina

In finale di gara si rivede anche Lorenzo Pellegrini
Finalmente una buona partita anche per Kluivert, segnalatosi per i due assist che valgono il pareggio

Mister Ranieri, a fine partita, si è dichiarato soddisfatto del risultato. Io un pò meno, considerate la sconfitta della Lazio e il pari del Milan. La Roma al momento è ottava, fuori da ogni gioco europeo.






foto stampa da asromaultras.org




venerdì 5 aprile 2019

ROMA - NAPOLI 1 - 4


Roma - Stadio Olimpico - domenica 31 Marzo 2019 ore 15
Serie A - 29 Giornata
ROMA - NAPOLI 1 - 4

ROMA: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi (35'st Kluivert), N'Zonzi; Schick (18'st Zaniolo), Cristante, Perotti (35'st Under); Dzeko. A disposizione: Mirante, Fuzato, Jesus, Marcano, Karsdorp, Riccardi, Coric. Allenatore: Ranieri.
NAPOLI: Meret;  Hysaj (23'st Malcuit), Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Ruiz, Verdi (29'st Younes); Mertens (13'st Ounas), Milik. A disposizione: D'Andrea, Karnezis, Luperto, Gaetano. Allenatore: Ancelotti.

ARBITRO: Calvarese di Teramo.
MARCATORI: 2' Milik, 45'+4 Perotti (R), 50' Mertens, 55' Verdi, 79' Younes


'Na fortuna che era tutta colpa di mister Di Fra. Al momento e, al netto della fuffa, la Roma è più scarsa dell'ultima in classifica, altro che quarto posto. Oggi pomeriggio ho assistito all'ennesima mortificazione calcistica avendo conferma che in questa squadra non funziona praticamente niente.



I nostri vanno a due all'ora da anni ma adesso non hanno manco più la convinzione di essere giocatori di pallone. Lo leggi nello sguardo spaurito di Bobbi Olsen che, ormai da diverse giornate in caduta libera, sta assumendo sempre più le sembianze di uno Stekelenburg o di un Goicoecea. Il Napoli non ha nemmeno premuto sull'acceleratore perchè dopo l'illusorio pari di Perotti (rigore), i giallorossi si sono sciolti come il ghiaccio. Errori di posizione e di impostazione, lisci inenarrabili, conclusioni che non metterebbero paura nemmeno alla squadra dei pulcini. La capoccia bassa tutto il tempo a fissare l'erba - un pò come faceva Spalletti quando era a corto di idee e sotto di due gol - equivale a dire "Avemo mollato". Peggio me sento se parliamo di infortuni: Manolas sta in piedi per miracolo, Kolarov e De Rossi pure, Zaniolo è dovuto entrare nella ripresa causa influenza. Non si sa nemmeno più chi sia il dottore ma questi continuano a essere più fragili dei cristalli di Boemia.



E Ranieri? Sicuramente non può avere colpe. Arrivato coi galloni del "normalizzatore" e con la speranziella di un futuro da DT tra le mura amiche di Trigoria, mi sa che però ha cambiato repentinamente idea nel merito avendo compreso che la Roma di dieci anni fa era altra roba. Da lui non mi aspettavo certo miracoli in quanto piombato, di punto in bianco, in uno spogliatoio pieno di dinamite. Tuttavia stasera parlare di quarto posto, con i giallorossi rimasti momentaneamente in settima piazza, fuori da ogni competizione europea, mi sembra un tantino fuori luogo. Tuttavia attacchiamoci pure noi alla speranza e, considerato lo scarso valore della Serie A, che vede cinque squadre in quattro punti per l'ultimo posto Champions, speriamo che alla fine i nostri possano staccare il biglietto per l'Europa che conta. 

Il dominio del Napoli è netto. Un gol nel primo tempo, tre nella ripresa e tante occasioni fallite. La Roma sembra una squadra di provincia: Olsen buca clamorosamente su un cross basso dalla sinistra e per Mertens è un gioco da ragazzi infilarla a porta vuota. 

I partenopei, però, non mostrano una difesa irreprensibile. In finale di tempo Meret atterra ingenuamente Schick concedendo un calcio di rigore insperato ai giallorossi quando il vantaggio è soltanto di un gol.

Perotti trasforma dal dischetto per il momentaneo pareggio. L'unico acuto di una domenica terribile.

Perotti festeggia. Il Monito ritrova il gol dal dischetto come a Ferrara.

Cristante contrasta Fabian Ruiz. Il nostro oggi non l'ha mai vista.

Manolas, ancora non al meglio, in duello con Mertens.

Il difensore greco ha dato tutto per coprire ogni falla difensiva. Il risultato, però, non è stato confortante.

Ranieri e Ancelotti si abbracciano prima della partita. 





La stampa non le manda a dire (foto da asromaultras.org)


         

mercoledì 27 marzo 2019

ITALIA - LICHTENSTEIN 6 - 0




L'ultima volta che la Nazionale ha vinto 6 a 0 avevo probabilmente i calzoni corti. Bravi i giovani, ottima l'intenzione di squadra che non tira i remi in barca dopo il raddoppio, Mancini si gode il trionfo in uno splendido Tardini come un imperatore di ritorno dal fronte. Onori anche per Evani e Oriali che muove il capoccione in segno di assenso ad ogni marcatura azzurra. Insomma, "tutto molto bello" come avrebbe esclamato il buon Bruno Pizzul. Non dimentichiamoci però che l'avversario si chiamava Lìcchestain, per dirla come Paola Ferrari durante la diretta Raisport, e che fargli sei gol in superiorità numerica, con tutto il rispetto per il minuscolo granducato, ancora una volta per i nostri rappresentava il minimo sindacale. Cinque glieli aveva rifilati, due anni fa, addirittura la Nazionale di Ventura. Il record si presentava, pertanto, obbligatoriamente migliorabile.



Cose buone: Praticamente tutto. A differenza di quanto visto contro la Finlandia, il centrocampo stavolta giganteggia. Segna Sensi (e, a sentire quel nome, per noi sono già ricordi belli), Verratti sembra Ardiles, Giorgigno passa sopra ogni cosa che gli si ponga davanti, Politano cerca il gol alla Shingo Tamai, Mosè Kean, ogni volta che scende, apre le acque, Quagliarella a 36 anni pare un Padreterno e perfino Pavoletti finisce nel registro marcatori all'esordio in azzurro. Poi ci sono i nuovi: Mancini, Spinazzola, la conferma di Romagnoli, Izzo ecc. ecc. In attesa delle sfide vere contro Grecia e Bosnia siamo primi in classifica. Piedi per terra e pedalare.



Romanisti in campo: Zaniolo, nella ripresa. Bene anche lui anche se liscia il gol per due volte. Soltanto sfortuna. Arriveranno momenti migliori.



domenica 24 marzo 2019

ITALIA - FINLANDIA 2 - 0

Zaniolo all'attacco. Speriamo di vederlo titolare contro il Lichtenstein.




Il cammino azzurro verso Euro 2020 inizia abbastanza bene. Mi limito a scrivere "abbastanza"perchè il 2 a 0 rifilato a una squadra scarsa come la Finlandia mi suona come una sorta di minimo sindacale acquisito, peraltro, a un quarto d'ora dalla fine. Fino a quel momento, sicuramente tanta buona volontà, diluita nella solita lentezza di manovra e nella sterilità offensiva. Insomma, mi sono svegliato giusto sul gol (deviazione di un difensore avversario) di Barella, bravo comunque sotto l'aspetto della personalità. Dopo buona parte di un secondo tempo soporifero, l'azione insistita di Immobile e la freddezza di Kean il guerriero rimettono le cose a posto per Mancini, che finalmente può far sua la passerella davanti alle telecamere di Raisport retarguendo il centravanti della Lazio, apparsogli troppo nervoso. La partita a questo punto si sblocca e gli Azzurri, che nella ripresa davano l'impressione di essersi già accontentati, lasciando spazio ad amnesie di centrocampo e all'unico pericolo portato dai finnici, sfumato a causa dei piedoni poco sensibili del delicato Pukki, intonano l'Aida. Dopo il raddoppio dei nostri la Finlandia sbraga e Quagliarella entra a fare il mattatore di lungo corso. Miracolo del portiere e poi traversa. Peccato: l'anziano centravanti il gol l'avrebbe meritato. Vabbè...dopo quattro mesi gli ingranaggi vanno un pò oliati però la linea dei giovani mi piace. Sappiamo che è un lavoro lungo ma i margini di miglioramento potrebbero essere ampi e soddisfacenti.



Cose buone: Senza dubbio Kean, davvero molto bravo. Il ragazzo, 19enne all'esordio in Nazionale, prende una pista in velocità su ogni avversario facendo un figurone in confronto ad alcuni compagni un pò moscioni. Il buon Moisè svaria su ogni lato del fronte offensivo cercando sempre la profondità e mettendo in mostra serietà (purtroppo la scuola Juve si vede anche da questo) e determinazione da vendere. In più ci butta pure la freddezza e la serata perfetta è praticamente confezionata. A Raisport già ballano la samba: hanno trovato il sostituto istituzionale di Balotelli, è un ragazzo serio ed è pure bianconero. Meglio di così... Immobile: quando sente odor di Scandinavia (Bobbi Olsen escluso) non segna. Stasera però si intestardisce e da una sua azione insistita nasce il bell'assist che vale il raddoppio. Barella determinato: il ragazzo ringhia e soprattutto fa i fatti. Mi piacerebbe vederlo alla Roma ma co sti chiari de luna me sà che me dovrò mette l'anima in pace.


Cose meno buone: in mezzo c'è da lavorare ancora tanto. Verratti va a corrente alternata, Giorgigno ingrana poco e sbaglia spesso. Sulle fasce stasera ho visto Bernardeschi toppare diverse palle. I tempi del fraseggio sò lenti da morire e troppo spesso mancano verticalizzazioni e ultimi passaggi. Si procede per vie orizzontali pure con la Finlandia, manco si stesse giocando a rugby. Entrambi i laterali, Piccini e Biraghi non mi lasciano l'impressione di essere interpreti da grande palcoscenico ma quelli abbiamo e quelli tocca tenere. Magari miglioreranno.

Romanisti in campo: Zaniolo, gli ultimi cinque minuti. Tocca tre palle, le sbaglia tutte. Però lo giustifico: in sei mesi gli è cambiato il mondo e sappiamo che, spesso, l'emozione non ha voce. Avanti così, sperando che dietro a quel "per ora non penso al mercato" non si nasconda la consueta eccellente cessione estiva.





venerdì 22 marzo 2019

SPAL - ROMA 2 - 1



Ferrara - Stadio Paolo Mazza - Sabato 16 Marzo ore 18.00
Serie A - 28 Giornata
SPAL - ROMA 2 - 1

SPAL: Viviano; Bonifazi, Cionek, Vicari, Fares; Lazzari (76′ Regini), Missiroli, Murgia (84′ Simic), Kurtic (79′ Schiattarella); Antenucci, Petagna. A disposizione: Gomis, Poluzzi, Dickmann, Felipe, Costa, Valdifiori, Paloschi, Jankovic, Floccari. Allenatore: Leonardo Semplici.

ROMA: Olsen; Kasdorp (79′ Santon), Fazio, Marcano, Juan Jesus; Kluivert (45′ Zaniolo), Nzonzi, Cristante, El Shaarawy (45′ Perotti); Schick, Dzeko. A disposizione: Mirante, Fuzato, Cargnelutti, Santon, Coric, Riccardi, Celar. Allenatore: Claudio Ranieri.

Arbitro: Rocchi di Firenze


Che batosta!!! Non esistono infortunati, sfortuna, l'arbitraggio del solito Rocchi o altro tipo di giustificazioni di fronte a uno scempio calcistico del genere. Nonostante la crocifissione dell'allenatore durata sette mesi, il continuo cambio di modulo e l'esonero, aristàmo da capo a dodici: il campo purtroppo ci racconta ancora di una squadra scarsa, inverosimilmente lenta, senza gioco, quasi inoffensiva (l'unico gol è su rigore), con una difesa colabrodo e, soprattutto, senza il minimo attributo gettato sul manto erboso. La Spal non vinceva al "Mazza" da mesi e veniva dai sei turni di campionato senza gloria.



La Roma, per i tanti motivi ormai arcinoti, allo stato attuale è una compagine non degna nemmeno del posticino in Europa League. Inoltre, i cambiamenti tattici da assorbire sembrano essere troppi in confronto alla ristrettezza dei tempi. E con il quarto posto che sembra irrimediabilmente prendere la via di Milano, nei prossimi turni bisognerà lottare coi denti pure per tenere la quinta piazza.


Singoli: Falle e nervi tesi a go-go. La coppia Dzeko-Scic si conferma ancora una volta un fallimento. Dietro sbandano tutti: nello specifico, il duello Jesus-Lazzari ha del tragicomico, con lo spallino a farla da mattatore in ogni occasione. Il Karsdorp bevuto da Fares in occasione del vantaggio della Spal, ha più l'olezzo del "bidone" che l'amaro della cicuta. In mezzo Cristante va alla velocità de "Er Moviola" mentre Zonzo appare sempre più come un lampione, per giunta pronto a rifilarti un vezzoso "mèrde" al primo cenno di critica. El Sciaraui e la Nazionale non fanno scopa. Non fa in tempo a uscire la convocazione che il Faraone si rimpicciolisce fino a ridiventare inconcludente. L'unica occasione in cui il nostro si fa notare è la clamorosa rissa da saloon inscenata con Dzeko, altra tegola improvvisa caduta in testa a Ranieri. Probabilmente, il mister, non si aspettava di tornare a Roma per fare pure lo psicologo. Insomma, qualche bagliore si vede soltanto dopo l'ingresso di Zaniolo che però, oggettivamente, non può fare tutto da solo.
Auguri alla Spal: se ce la farà, dovrà ai Pallottonians almeno un buon quarto di salvezza. Auguri doppi a mister Ranieri: gli voglio un bene dell'anima ma siamo tutti consapevoli, lui per primo, che la Roma di dieci anni fa era di un altro livello... (e mi voglio limitare solamente al campo). Auguri pure ai tifosi della Roma: dopo sto pianto in due tempi arriveranno Napoli e Fiorentina. Di questi tempi è roba da polsi duri.

Buco di Karsdorp, incornata di Fares e Spal in vantaggio. Fazio osserva placidamente.

Stavolta il cerchietto non porta bene a Schick, evanescente e inconcludente.

Male pure El Sharaawy, tirato fuori da Ranieri nell'intervallo. La decisione del tecnico scatenerà una clamorosa rissa con Dzeko sul prato del "Mazza".

Perotti trasforma il rigore concesso da Rocchi per fallo di Cionek su Dzeko, ottimamente pescato in area da Zaniolo. 1 a1 e il peggio sembra alle spalle.

Nzonzi evita Missiroli. Altra partita da dimenticare per quello che sta diventando sempre più una grossa delusione

Minuto '58: Roma bevuta in contropiede. Jesus tocca leggermente Petagna. Lungo silent check e Rocchi concede il rigore. Lo stesso Petagna trasforma per il gol vittoria della Spal 

Dzeko, fuori di testa, fa la guerra al mondo. Rissa con El Sharaawy e rissa con la panchina della Spal

Mister Ranieri perplesso. Oltre ai guai fisici, tecnici e a una classifica ormai molto difficile, l'allenatore deve fare anche lo psicologo. 





L'Inter vince il derby di Milano. I punti dal quarto posto rimangono quattro ma la Lazio (una gara in meno) e l'Atalanta incombono a -1